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In un caldo Giovedi di mezza estate a Milano, siamo andati ad ascoltare Andrea Govoni, uscendo con la conferma di aver vissuto qualcosa che va oltre una presentazione live e letteraria. Questa volta il cantautore emiliano, milanese d’adozione, ci ha sorpreso anche in veste di scrittore, dimostrando una rara capacità di unire musica e riflessione in un unico linguaggio. La serata al Frisà Bistrò, luogo simbolo di cultura e musica Milanese, si è trasformata in un'esperienza immersiva, intima e autentica, capace di lasciare un segno e di rimanere nel cuore di tutti.
Govoni ha presentato il suo primo libro Cento giorni per pensare, illustrato da Alessandra Santelli e pubblicato da Augh! Edizioni, accompagnando il racconto con momenti musicali insieme ad Anna Bazzueva al flauto traverso e Simone Rossetti Bazzaro al violino, due musicisti straordinari con un curriculum stellare. Le nuove canzoni del suo secondo album, rappresentano un affascinante ritorno al folk italiano, con quell’anima emiliana che si intreccia a una scrittura urbana e accattivante. Brani che raccontano radici e contemporaneità con una sensibilità romantica, fantasiosa e rara nel panorama attuale.
Durante l'incontro Govoni ha inoltre parlato del suo terzo album, già in lavorazione nonostante l'uscita prossima del secondo e persino di un romanzo in arrivo a breve. Il tutto mentre continua un intenso tour che lo sta portando in tutta Italia. Dove trovi tutta questa energia e creatività resta un mistero, una cosa è certa: se dovessimo immaginare un artista capace di rappresentare l'arte nella sua forma più completa, probabilmente penseremmo a lui. Il Frisà si conferma uno straordinario punto d'incontro culturale, capace negli anni di ospitare personalità jazz come Giovanni Monteforte, compagne di note del grande Franco Cerri ma anche personaggi come internazionali come Ron Moss, Nic Cester dei Jet, Chris Jagger e Italiani del calibro di Omar Pedrini di casa, esponenti di Baustelle, Le Vibrazioni, Afterhours e Bluevertigo, oltre a figure del mondo della cultura.
Resta una certezza: esperienze live come quelle di Andrea Govoni andrebbero portate al grande pubblico!
Articolo del
16/06/2026 -
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