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Atteso ritorno a Roma per Ginevra Di Marco, “vocalist” di grande talento, ex CSI, ex PGR, da sempre collaboratrice di Giovanni Lindo Ferretti e di Gianni Maroccolo dei CCCP.
In procinto di partire in tour con i CSI, la Di Marco si è presentata in versione solista e ha presentato dal vivo “Kaleidoscope”, un disco uscito l’anno scorso e che avuto molti riconoscimenti, su tutti la Targa Tenco come migliore album del 2025. Accanto a lei sul palco del Teatro Studio una “line up” collaudata con Francesco Magnelli, alle tastiere, Andrea Salvadori, alla chitarra, e Pino Gulli, alla batteria. Francesco Magnelli era con lei nei CSI e - particolare non meno importante - è anche suo marito e padre dei suoi quattro figli. Impressiona subito il forte legame che c’è fra i quattro musicisti sulla scena, frutto di un rapporto consolidato e di una visione comune su tematiche non soltanto musicali. Il concerto di questa sera non si è limitato a riproporre dal vivo i brani di “Kaleidoscope” , ma ha preso spunto da quel titolo per abbracciare tutta una serie di varianti stilistiche e musicali da offrire al pubblico presente in sala.
Molto belle le nuove versioni di “Del Mondo”. Brano capolavoro dei CSI e di “Depressione Caspica” dei CCCP , eseguita senza soluzione di continuità con “Il Coraggio di essere fragili”, uno dei brani migliori del suo ultimo disco solista. Un concerto che a tratti ha assunto la forma e il calore di una festa locale, una di quelle che si fanno nelle serate d’Agosto in Toscana, dove vivono gran parte di loro.
Un “live act” partecipato e fremente durante il quale Ginevra - dotata di una estensione vocale straordinaria - ha dato il meglio di se stessa e ha coinvolto tutto il pubblico presente in sala. Da segnalare l’esecuzione di “La Rivolta delle Parole” e di “Canzone Arrabbiata”, un testo di Lina Wertmüller e musicato da Nino Rota. Lo stretto connubio esistente da sempre fra musica e parole (ma che nel panorama musica odierno è praticamente sparito) è stato esaltato anche dall’esecuzione di “Auguri”, un brano scritto dalla stessa Ginevra ma con Franco Arminio e Andrea Salvadori. Molto spazio è stato dato anche alla canzone dialettale, questo grazie ai nuovi arrangiamenti di brani come “Rosa Canta e Cunta” di Rosa Balistreri, nota cantastorie siciliana, e come “Malarazza”, scritta da Domenico Modugno e riportata al successo da Zezi Gruppo Operaio e da Il Muro del Canto, eseguita con una energia tale da far vibrare tutta la sala. Le diverse culture non devono restare separate, ma esistono per entrare in contatto fra loro. Ecco allora le note della danza balcanica di “Rumelaj” e ancora “Les Tziganes”, “Lamma Bada Yatathanna”, “L’Etranger” e la fantastica “Sòlo le pido a Dios” di Mercedes Sosa, cantante argentina, indomabile attivista per la pace e per i diritti sociali.
Stavo per dimenticare “Ballata per Margherita”, la canzone delicata e bellissima scritta da Ginevra per Margherita Hack, la celebre astrofisica, sodale e amica di tutto il gruppo di musicisti presenti in sala questa sera. Un concerto da ricordare, che rincuora l’anima e che fa sperare che nulla è ancora perduto.
SET LIST
Todo Cambia La Rivolta delle Parole/ Fra Massune e Giacubbine Le Figliole Auguri Canzone Arrabbiata Il Coraggio di essere fragili/ Depressione Caspica Io sarò al tuo fianco Ballata per Margherita Del Mondo Rumelaj Ana Genesis Les Tziganes La Leggera Il Canto dei San Fedisti Rosa Canta e Cunta
Encore :
Lamma Bada Yatathanna L’Etranger Malarazza Sòlo le pido a Dios Apparente
Articolo del
11/05/2026 -
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