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Preceduto da un “live set” intenso e molto combattivo de Il Muro del Canto, il gruppo romano di “folk-punk” guidato da Daniele Coccia, è ritornato ad esibirsi a Roma Fantastic Negrito, “nickname” di Xavier Amin Dphrepaulezz, 58 anni, residente a Oakland, in California.
Il musicista e compositore americano, dopo aver attraversato un lungo periodo di difficoltà e di isolamento dallo “show biz”, si è rimesso in gioco grazie alla amicizia con Chris Cornell , che gli ha consentito di aprire i suoi concerti con i Temple Of The Dog nel 2016 e successivamente alcune date del suo tour come solista. Una volta conosciuto e apprezzato per il suo reale valore, Fantastic Negrito ha vinto per ben tre volte il Grammy Awards per la categoria del blues contemporaneo e proprio alla fine di agosto verrà pubblicato “Alive!“, il suo nuovo, attesissimo album. Il concerto di questa sera è stato in pratica una gustosissima e bollente anteprima del disco, lanciato dalle esecuzioni dei primi due singoli intitolati “California Loner” e “Beat Salad”. Uno show iniziato in sordina, con quel canto in falsetto e con tanti riferimenti al soul, al rhythm & blues, all’era psichedelica, insomma alla musica dei primi anni Settanta. Dopo trenta minuti però la sua band ha iniziato a carburare, i suoni si sono fatti più aspri e l’atmosfera si è surriscaldata a dovere. Da allora in poi è venuta fuori la sua anima “black”, la sua energia, fatta di una generosità, di un amore per il prossimo, che sono totali, profondamente sentiti ma che però, al momento giusto e di fronte a certe situazioni, sanno trasformarsi in rabbia.
Una “performance” che è diventata travolgente, a tratti incontenibile e che ha visto il pubblico abbandonare i posti a sedere per gettarsi sotto palco. Un diluvio di note di chitarre elettrica si è abbattuto sui presenti, imbambolati, quasi storditi, trascinati lungo il sentiero della music del Diavolo. Un blues che a tratti si è tinto di “hard rock” e che ci ha regalato successi recenti come “Son Of A Broken Man” e “I Hope Somebody Is Loving You”, accanto a brani più datati come “Please Don’t Be Dead”, “Working Poor” e “Honest Man”. Bellissima poi l’esecuzione di “Where Did You Sleep Last Night?”, un vecchio brano di Leadbelly, che ha visto la presenza sul palco del nostro Roberto Angelini (soprannominato Bob Angel) , alla “lap steel guitar”. Incredibile poi la carica vitale generata da ”Bullshit Anthem” e da “Get A Good Feeling”, eseguite in rapida successione. Il messaggio era più o meno questo: “prendete tutta la merda che vi viene rovesciata addosso nella vita di ogni giorno, dai litigi in famiglia ai problemi sul lavoro, e trasformatela in una energia positiva!”.
La serata è proseguita con l’esecuzione della divertente “Eat Less Sugar, Have More Sex” (soluzione consigliata anche per i non diabetici), di “Chocolate Samurai” e della recente “Please Computer”, dove Fantastic Negrito si rivolge a tutti i tecnici informatici e implora loro di non mettere la fine alla nostra umanità. Il “live act” sembra non finire mai: richiamato più volte sul palco, Xavier invita anche quelli de Il Muro del Canto a partecipare ad una “jam session” finale assolutamente improvvisata e vissuta praticamente “in trance” sia dagli spettatori che dai musicisti. Assoli di chitarra che si sovrapponevano ad urla ancestrali, il calore del corpo che andava a fondersi con le note al fulmicotone sprigionate dai due gruppi entrambi sulla scena.
Una serata di fine luglio da ricordare!
Articolo del
31/07/2026 -
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