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Patti Smith, musa del punk rock d’Oltre Oceano, poetessa e scrittrice, ha inteso celebrare i prossimi ottanta anni d’età con un concerto speciale che si è svolto in una cornice suggestiva come quella dell’anfiteatro del Circo Massimo qui a Roma.
La cantautrice americana, residente a New York, era accompagnata dal suo quartetto più recente, composto da Tony Shanahan, al basso e alle tastiere, suo collaboratore da oltre trent'anni, da suo figlio Jackson Smith, alla chitarra elettrica, dall’altra figlia Jesse Smith, al piano e da Seb Rochford, alla batteria. Un “live act” intenso e molto partecipato che ha visto l’artista commuoversi a più riprese, sia per lo scenario unico al mondo che per l’affetto del pubblico romano. Oltre ai pezzi più conosciuti della sua lunga carriera musicale, da “Dancing Barefoot” all’immancabile “Beecause The Night”, Patti ha presentato una bellissima “cover version” di “The Crystal Ship”, brano scritto da Jim Morrison insieme ai Doors, e di “Isn’t A Pity”, una canzone di George Harrison, eseguita però questa volta da Tony Shanahan.
Tanta energia, tanta voglia di offrire una soluzione ai problemi del mondo, a cominciare dalle sofferenze della popolazione di Gaza, a cui ha dedicato la bellissima “Peaceful Kingdom”. Senza mai nominare i “masters of war”, d’altronde ben conosciuti a tutti noi, Patti si è scagliata contro queste “stupid fuckin’ wars” e ha difeso le parole di Papa Leone XIV che vuole disarmare il mondo intero. La canzone “Ghost Dance”, una ipnotica ballata acustica, arrangiata sulla base di un vecchio canto degli Indiani d’America, è stata l’occasione per ribadire il suo NO al razzismo, per riaffermare il concetto che siamo tutti uguali sotto questo Cielo. Non poteva mancare un omaggio a Pier Paolo Padsolini, il suo poeta italiano preferito, ma anche regista di “Mamma Roma”, un film bellissimo del 1962, che Patti ha voluto richiamare all’attenzione di tutti.
In un mondo come questo, devastato dal Male, Patti Smith sembra essere l’ultima sacerdotessa capace di indicare una via diversa, che non è solo quella della Pace, dell’Amore Universale, ma anche quella del Rock and Roll : l’esecuzione di “Summer Cannibals”, un hard rock esaltante contro l’America consumista, e poi il “mash up” di “Horses/ Land Of A Thousand Dances” e di “Gloria”, sono gli episodi più elettrici di tutto lo show. Un diluvio di note trascinanti e di “riff” esaltanti che hanno spinto il pubblico ad abbandonare i posti a sedere e a proiettarsi sotto palco. Non poteva finire che così e l’esecuzione di “People Have The Power” ha suggellato la festa. Una calorosa celebrazione dell’unione di intenti, dell’intesa spirituale del Rock inteso come riferimento comune, che lega da sempre Patti e il suo pubblico.
Concerto da ricordare.
SET LIST
Dancing Barefoot Redondo Beach Revenge Ghost Dance The Chrystal Ship (Jim Morrison) Break It Up Nine Isn’t A Pity (George Harrison) Summer Cannibals Fireflies Beneath The Southern Cross Peaceable Kingdom Horses / Land of a Thousand Dances / Gloria Because the Night Encore: People Have the Power
Articolo del
29/07/2026 -
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