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Lucinda Williams
World’s Gone Wrong
2026
Highway 20 Records
di
Giancarlo De Chirico
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Nuovo album per Lucinda Williams, compositrice ed interprete americana residente a Nashville, figlia di un poeta, nipote di un predicatore e da sempre paladina dei diritti civili in U.S.A. e nel mondo.
Il disco si intitola “World’s Gone Wrong” ed è il suo primo lavoro dopo l’ictus che l’ha colpita nel mese di novembre del 2020. La ripresa è stata lenta, Lucinda ha dovuto affrontare difficoltà motorie, non è ancora in grado di suonare la chitarra ma - grazie a Dio - non ha subito danni alla voce e riesce a cantare. Nove brani originali ed una “cover”, una canzone molto nota come “So Much Trouble In The World”, scritta da Bob Marley ed eseguita con Mavis Staples, altra celebre signora del blues.
Nell’occasione Lucinda Williams regala gustose vibrazioni elettriche all’intelaiatura reggae del bramo ed è davvero un gran bel sentire! C’è piaciuta molto anche “The World’s Gone Wrong”, la “title track”, nonché primo singolo tratto dall’album, una ballata blues caratterizzata dalla voce roca di Lucinda che denuncia il peggioramento delle condizioni di vita nelle città americane, avvolte da un rigurgito di odio, di egoismo e di razzismo. Molto bella anche “How Much Did You Get For Your Soul”, una canzone gradevolmente “up tempo” ma nei testi ferocemente sarcastica nei confronti di chi ha deciso di vendere l’anima al Diavolo per avere in cambio la ricchezza e il potere. Trump non viene mai nominato, ma si capisce benissimo che il brano è dedicato a lui. Il dolore provato in questi anni, il disagio nel non potersi muovere come prima, diventano per la Williams dei punti di forza che invita tutti a rialzarsi, a non mostrarsi deboli nei confronti del Male e su “Black Tears”, “ Sing Unburied Sing” e la bellissima “Freedom Speaks”, ci offre degli esempi di blues cadenzato e bollente, di una musicalità energetica e ribelle come soltanto lei è capace di fare.
Il disco si chiude con “We’ve Come Too Far To Turn Around”, una “slow ballad” veramente toccante, eseguita da una fervente rock and roller, che di mestiere fa la cantante di rhythm & blues e che non può tacere di fronte ad uno dei periodi più oscuri della storia recente degli Stati Uniti. Un album impegnato, impreziosito dalle chitarre di Doug Pettibone e di Marc Ford, e ben supportato da David Sutton, al basso e da Brady Blade alla batteria. Il disco è stato prodotto dal Tom Overby (il marito di Lucinda) e da Ray Kennedy.
Da ascoltare a volume alto.
Articolo del
03/03/2026 -
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