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Thegiornalisti – “Completamente”
Tommaso Paradiso, Marco Antonio Musella e Marco Primavera, formano i THEGIORNALISTI a Roma nel 2009. Si autoproducono i primi due dischi nati e scritti nel salotto di casa, così che a settembre 2011 esce prima “Vol.1” e qualche mese più tardi “Vecchio”. Il cambio di rotta, di stile, avviene a fine 2013 quando firmano con Foolica e, nell’anno successivo, fanno uscire “Fuoricampo”, disco prodotto da Matteo Cantaluppi che riscuote un ottimo successo di critica e di pubblico. Da novembre 2014 sono impegnati nel “Fuoricampo tour” che li ha visti esibire in tutta Italia registrando nuovi numeri importanti che li ha portati spesso al tutto esaurito nelle grandi città. Nel 2016 Tommaso Paradiso e i Thegiornalisti firmano con Carosello Records per l’uscita del nuovo disco. «"Completamente" è forse la prima canzone che ho scritto contro qualcosa, contro qualcuno. È il mio grido di ribellione contro il risparmio dei sentimenti, contro chi calcola pure la virgola nei rapporti umani, banalmente nell'amore. È come se mi fossi fatto paladino di chi rischia, soffre e alla fine pure perde. Ma almeno te l'ho detto, la mia coscienza è pulita. Mi sono sputtanato e tu come sempre hai avuto paura di essere travolta dal ciclone e te ne sei andata. Ce l'ho con quelli che stanno sempre con il bicchiere in mano per tutta la serata ma non bevono mai. Noto in questi tempi la vittoria del freno a mano, dello "scopare" su whatsapp per poi fallire miseramente nel faccia a faccia. Ecco, io non amo tenermi. E faccio fatica ad apprezzare chi lo fa. Questo è il senso profondo del nostro romanticismo, delle nostre canzoni, dei Thegiornalisti. Completamente» (Tommaso Paradiso)
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Dente - "Curriculum"
"Canzoni per metà" è il nuovo album di DENTE, disponibile dal 7 ottobre e questo primo singolo "Curriculum" è già stato presentato lo scorso 13 settembre in diretta Facebook realizzando tredici diversi video in dodici ore, da mezzogiorno a mezzanotte, in una lunga maratona per le strade di Milano. Un modo inedito e coraggioso di usare i social network che ha appassionato pubblico e addetti ai lavori: le brevi clip hanno totalizzato nel corso della giornata più di 100mila visualizzazioni. "Canzoni per metà" è già dal titolo una chiara dichiarazione d'intenti, un doppio senso che indica da una parte brani dedicati alle "dolci metà" passate, presenti e future di DENTE, dall'altra canzoni a volte brevi e dirette e spesso dalla struttura spiazzante tanto da poter sembrare quasi incompiute, ma che incompiute non sono. Dopo dieci anni di carriera. Le 20 tracce si snodano tra melodie intime e soffuse che accompagnano storie sentimentali agrodolci, caratterizzate da una poetica pungente, ironica e a tratti crudele. «Canzoni per metà dice Dente raccoglie canzoni un po' anomale, apparentemente non sviluppate, come se fossero state lasciate a metà appunto. Resta il fatto che nella mia visione della musica queste non siano ovviamente canzoni incompiute, ritengo infatti che le canzoni sincere e ben fatte abbiano una loro dignità indipendentemente dal numero di strofe e ritornelli che contengono. Tutte quante queste canzoni, anche se non lo sapevano, erano destinate ad una sorte comune: questo album ».
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Cody Chesnutt – “Bullets In The Streets And Blood”
Cody ChesnuTT, il guerriero del soul conosciuto ai più per le sue doti da storytelling, annuncia il suo ritorno, a quattro anni di distanza dall’ultimo acclamato album di studio, “Landing On A Hundred”. “Bullets In The Streets And Blood” è il primo singolo tratto da “My Love Divine Degree”, il nuovo ed atteso lavoro la cui pubblicazione è prevista nei primi mesi del 2017 da One Little Indian/Audioglobe. A proposito del brano, Cody afferma «inspired by the alarming gun violence plaguing the cities of America, the song calls attention to the break down of humanity that awaits us all if the value of love and life is not restored». Il video che accompagna il singolo trascrive in immagini l’innocenza dei bambini e la bellezza della natura e l’attenzione di Cody si pone sull’imminente necessità di un cambiamento, perché tutto questo non vada perso.
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Pipers – “Follow The Flow"
Primo singolo dal nuovo disco “Alternaïf” in uscita il 21 ottobre per Bulbart. Una canzone come «un invito a seguire l’istinto, che è la vera linfa della vita. Non c’è una direzione da seguire o dei segnali già scritti, solo un’intuizione che si lascia ascoltare anche da lontano». Il video è stato realizzato da Federico Floridi e Stefano Costa in bianco e nero e vede la band percorrere una strada di campagna su una Dodge Challenger degli Anni '70. Improvvisamente il viaggio viene ostacolato da un gruppo di persone che contesta con cartelli e improperi il gruppo, il quale rimane indifferente a quanto accade. In questo senso il clip è un piccolo manifesto programmatico riguardante la volontà di tirare dritti sulla propria strada, senza proclami ma anche senza conformismi. Così d'altra parte è accaduto, fin dal 2009 con l'esordio “Not One But Us”, proprio ai Pipers: una band che ha fatto di un suono brit debitamente variato e in evoluzione disco dopo disco la propria cifra stilistica, evitando sempre di inseguire le mode del momento ma preoccupandosi invece di concretizzare al meglio l'urgenza di esprimersi. E lungo questa traiettoria “Alternaïf” rappresenta una tappa fondamentale del percorso del gruppo. Un disco che raccoglie dieci tracce di cantautorato folk-pop in inglese e si discosta in parte dagli umori tipicamente d'Albione del passato per guardare anche a scenari americani, mescolando molti suoni acustici con un un filo di elettronica e diversi sintetizzatori a svecchiare un amore per il folk da sempre dichiarato. Quello dei Pipers è un muoversi ispirato ed emotivo fra le due sponde dell'Atlantico, con un occhio di riguardo alle ultime generazioni di songwriters anglofoni e riportando in dono canzoni preziose e malinconicamente belle come parchi in autunno.
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Andrea Schroeder Void (Official video)
VOID è la title track del tanto atteso terzo disco della musa dark ANDREA SCHROEDER ed è stato registrato tra Berlino e Stoccolma. Le musiche sono composte da Andrea Schroeder e dal chitarrista Jesper Lehmkuhl. La cantante tedesca, invece, è l’autrice di quasi tutte le liriche del disco ad eccezione di due poesie: “Was Poe Afraid” di Charles Plymell ed, infine, “Black Sky” ad opera del poeta underground Rob Plath. La produzione è stata affidata ad Ulf Ivarsson e Victor Van Vugt (Nick Cave, P.J. Harvey). Ci sono alcuni ospiti d’eccezione come il chitarrista degli Swans Kristof Hahn ed, infine, Pelle Ossler. VOID ribadisce Andrea Schroeder come una tra le più grandi interpreti rock attualmente in circolazione. Per tutti quelli che ne avranno occasione, sarà un vero piacere ascoltare questo disco dal vivo, un disco dalle tinte decadenti come quelle di un autunno bramoso di tramutarsi in inverno.
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Jenny Hval – “Conceptual Romance”
“Blood Bitch” è la nuova fatica dell'artista norvegese Jenny Hval, in uscita il 30 settembre per Sacred Bones Records. Il nuovo album di Jenny arriva a un anno di distanza dal precedente “Apocalypse Girl” e la vede collaborare di nuovo con il produttore norvegese Lasse Marhaug. I dieci capitoli di “Blood Bitch” recitano storie sanguinarie, legate a realtà, fantasia e fiction cinematografica. Il nuovo album è un concept legato al ruolo del sangue nella società moderna e passata. Il sangue la fa da protagonista, si passa da situazioni naturali come il ciclo mestruale, a vampiri famelici, a omicidi di vergini e prostitute, fino a fantasie di amore e sangue. E’ un album glaciale dove storie atroci e location desolate risvegliano i paragoni con il gusto e l’estetica minimal gore tipica del black metal norvegese. L’artista e scrittrice norvegese Jenny Hval ha sviluppato negli anni un sound unico, sin dalla pubblicazione del primo album ‘To Sing You Apple Trees‘ nel 2006 (quando Jenny si nascondeva dietro al monicker ‘Rockettothesky’). Per i suoi ultimi due album, “Innocence Is Kinky” del 2013 (prodotto da John 'PJ Harvey' Parish per Rune Grammofone) e “Apocalypse, Girl” del 2015 (debutto su Sacred Bones), ha ricevuto plausi dalla critica di tutto il mondo per il suo modo originale di scrivere testi e musica, l’affascinante voce e gli arrangiamenti non tradizionali. Nei dischi di Jenny Hval ci sono elementi di poesia, prosa, scrittura creativa, arti performative e visive. Nei suoi sei dischi Jenny Hval ha affrontato tematiche e generi differenti tra loro per impatto lirico e sonoro e negli anni i suoi lavori hanno toccato stili distanti come avanguardia, art pop, elettronica, folk sperimentale, wave e metal.
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