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FRANKIE MAGELLANO – “Ho Poco Ma C'ho”
"Ho Poco Ma C'ho" è il nuovo disco dell'istrionico cantautore emiliano Frankie Magellano. L'album, registrato al Dudemusic di Correggio e prodotto da Muki Edizioni, è un vero e proprio tributo musicale alle parole del controverso scrittore (e concittadino di Frankie) Pier Vittorio Tondelli. Un viaggio all’interno del mondo di Tondelli che Frankie aveva già cominciato nel 2011, mettendo in musica il testo di “Amore Mio Fallimentare“. Da lì in poi parte un percorso di studio e di recupero, di rapporti stretti con Fulvio Panzeri (curatore dei testi di Tondelli per l’editore Bompiani), che porta alla genesi del disco/tributo “Ho poco ma c’ho“, e dello spettacolo teatrale “Frankie Magellano canta Pier Vittorio Tondelli“, che ha debuttato con successo nel dicembre 2014, in occasione delle “Giornate Tondelliane 2014“. Oltre la già citata “Amore Mio Fallimentare”, altri bellissimi testi (alcuni del tutto inediti) presenti nel disco sono: “Camere Separate” (dall’omonimo romanzo del 1989), “L’Uomo di Marble Arch” che lo stesso Tondelli aveva scritto pensandolo come testo per una canzone e “Sciare (La settimana bianca)“, eseguita per la prima volta dal vivo in anteprima e in forma sperimentale a Sanremo sul palco delle Targhe Tenco 2013, con un set travolgente che non ha mancato di stupire e di mandare in visibilio il pubblico presente.
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UOCHI TOKI - “Dialectatron Punto VST”
“Il Limite Valicabile” è il decimo album degli Uochi Toki, un doppio cd che si compone di due lavori distinti per titolo, approccio e contenuti: “Un Disco Rap” e “La Fine Dell'Era Della Comunicazione”, in uscita per La Tempesta il 10 marzo 2015. La band ha scelto il formato doppio offrendo due diverse esperienze di ascolto: una orizzontale, comunicativa e a suo modo ludica in “Un Disco Rap” e una verticale, percettiva e oscura in “La Fine Dell'Era Della Comunicazione”. «Intendiamo il disco doppio come un'opera completa che renda l'idea di viaggi sempre più estesi sulla superficie, sempre più nel profondo nella crosta terrestre, sempre più lontani nella galassia. Questo doppio disco è la nostra spedizione al Polo Sud verso le Montagne Della Follia, quando fino a poco prima si trattava di semplice alpinismo: conviene fare provviste, coprirsi bene e risparmiare il fiato prima di imbarcarsi, c'è la possibilità di non tornare»
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ST. VINCENT - Bad Believer
L’album di St. Vincent uscito lo scorso anno ha avuto uno straordinario successo di critica nei referendum di fine anno di magazine e website specializzati in tutto il mondo: album dell’anno di The Times, The Guardian, New Musical Express, DIY Magazine e posizioni altissime per Q, Pitchfork, The Telegraph e Mojo. Inoltre l’album di St. Vincent è stato appena nominato al Grammy come Best Alternative Album. L’album esce il prossimo 12 Febbraio in una nuova versione DELUXE che contiene 4 nuove canzoni: Bad Believer, Pieta, Sparrow e Del-Rio, ed un remix di Digital Witness (DARKSIDE Remix).
Track Listing: 1) Rattlesnake 2) Birth in Reverse 3) Prince Johnny 4) Huey Newton 5) Digital Witness 6) I Prefer Your Love 7) Regret 8) Bring Me Your Loves 9) Psychopath 10) Every Tear Disappear 11) Severed Crossed Fingers 12) Bad Believer 13) Pieta 14) Sparrow 15) Del-Rio 16) Digital Witness (DARKSIDE Remix)
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SO LONG SAIGON – “Marco”
”Marco” è il brano della neonata band So Long Saigon, un concentrato di elettronica e campionamenti condito da sentimenti in italiano. Prendete la musica elettronica di Caribou e Four Tet, accostateci un cantato in italiano ricco di introspezione e un pizzico di malinconia, e aggiungeteci infine un immaginario che rimanda all’Estremo Oriente. Il risultato che otterrete è “Marco”, il biglietto da visita della band. Alessandro Toso, voce della band così vede il loro incontro: «I So Long Saigon per me sono stati il modo di far rivivere le canzoni che avevo lasciato chiuse nel cassetto e riascoltarle con una nuova veste. È stato scrivere canzoni e testi ascoltando i grandi della musica d’autore come Paoli, Tenco, Jannacci e poi arrangiarle ascoltando Caribou»
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BALTHAZAR – “Then What”
I Balthazar annunciano l’usicta del loro nuovo album, ”Thin Walls” in uscita il 31 Marzo su Play It Again Sam. Guidati dai cantautori Maarten Devoldere e Jinte Deprez, i Balthazar ritornano dopo aver attraversato il mondo in sostegno al loro album del 2012, “Rats”. A differenza dei dischi precedenti, “Thin Walls” è stato scritto mentre il quintetto era in tour e le dieci tracce che compongono l'album sono le canzoni più spontanee mai scritte dalla band. Inoltre questo è il primo disco non prodotto interamente dalla band stessa, bensì con l'aiuto di Ben Hillier (Blur, Depeche Mode, Elbow) e Jason Cox (Massive Attack, Gorllaz) negli studi Yellow Fish di Lewes, UK. Ecco il primo singolo 'Then What” - un racconto sull'amore disperato dove la propria felicità dipende dall'altro – che stabilisce subito il tono del disco, le canzoni come piccoli affreschi di vita portano i Balthazar verso nuovi orizzonti.
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METRO’ - “La Parte Più Debole”
Primo singolo (e video) per i Metrò, giovane band aquilana. Pubblicato il 9 gennaio su Noise Simphony, dopo neanche una settimana ha raggiunto il 45mo posto della classifica pop e l’85mo di quella generale di iTunes. I Metrò, nonostante l'età, vantano già importanti riconoscimenti: hanno vinto l’edizione 2014 del Festival di Ghedi, hanno aperto per i Nomadi, e per questa prima prova in studio sono stati prodotti da Francesco Tosoni, già dietro la consolle per la vincitrice di Xfactor4, Nathalie. ”La Parte Più Debole” è un brano immediato, molto radiofonico. Antonio Sorrentino, voce e leader della band, lo descrive così: «Il brano parla della lotta interiore che scaturisce dal sentirsi diversi dagli altri e, contemporaneamente, il desiderio di conformarsi alla massa per paura di non essere compresi. Spesso interpretiamo questa diversità come la nostra parte più debole, senza capire che invece è essa a renderci unici». Oltre al testo, anche la musica evoca tale tensione emotiva attraverso il ritmo incalzante delle strofe cupe che sfociano nella positiva ariosità di un ritornello “maggiore” e unico, come il senso della canzone.
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