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BEINGS – ‘Happy To Be’
I BEINGS, nuova band composta da Steve Gunn, Jim White, Zoh Amba e Shahzad Ismaily, hanno pubblicato il 7 giugno l’esordio ”There is a Garde” per No Quarter. Il supergruppo indie-rock dai toni folk, jazz e ambient ha anticipato l’uscita del disco d’esordio condividendo l'ascolto dei brani ‘Flowers That Talk’ e ‘Happy To Be’. I quattro musicisti dietro al progetto Beings sono tra i più rinomati artisti dell'attuale movimento indipendente americano, numi tutelari delle nuove scene rock, folk e jazz, capaci di influenzarsi a vicenda e creare uno dei dischi più attesi del momento. Il chitarrista Steve Gunn, il bassista e maestro di synth Shahzad Ismaily, la sassofonista, chitarrista e cantante Zoh Amba e il batterista Jim White hanno unito i loro talenti nel supergruppo Beings. La band ha iniziato a fare jam session e suonare insieme nell’estate del 2022 quando Shahzad Ismaily ha chiesto a Zoh Amba di esibirsi con lui alla Triennale di Monheim in Germania. "Ha davvero cambiato la mia vita e la mia carriera” – ha raccontato Zoh Amba ad Arielle Gordon in un'intervista per Stereogum. Alla fine la band si è allargata con l’aggiunta di Steve Gunn e Jim White per la loro prima esibizione dal vivo a Brooklyn, NYC, durante l’estate del 2023. “There Is a Garden”, esordio dei Beings, arriva in coda ai bellissimi album pubblicati dai quattro musicisti nel corso degli ultimi anni come solisti e con i progetti di cui fanno parte.
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MAN MAN – ‘Alibi’
Oggi i Man Man pubblicano il loro nuovo album, ”Carrot On Strings”, su CD/LP/DSP in tutto il mondo tramite Sub Pop Records. Dopo il brano di punta dell'album, "Iguana", il gruppo ha realizzato il nuovo video di "Tastes Like Metal", diretto dall'illustratore e regista Joe Cappa ed ora l’audio del brano ’Alibi’. Quando i Man Man hanno pubblicato il loro album precedente, "Dream Hunting in the Valley of the In Between", il frontman Honus Honus (alla nascita Ryan Kattner) era in uno stato di agitazione, oscillante tra speranza e cinismo. Forse è il caso di dire che l'album è stato pubblicato durante la pandemia. Ma proprio come quella bizzarra svolta degli eventi globali, l'inquietudine sembra ormai lontana per la forza creativa dei Man Man, il cui rinnovato senso dello scopo traspare da “Carrot on Strings” che irradia un mix di calma e sicurezza.
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DIRTY THREE – ‘Love Changes Everything II’
Il leggendario trio strumentale Dirty Three (Warren Ellis, Mick Turner and Jim White) torna con il nuovo album ”Love Changes Everything, in uscita il 28 giugno su Bella Union. Dopo aver condiviso il primo singolo intitolato ‘Love Changes Everything I’, oggi la band condivide il secondo brano ’Love Changes Everything II’. Questo brano svela i Dirty Three a metà giornata già in preda a una fantasticheria elegiaca, con uno sguardo pensieroso rivolto alle acque del mattino e in avanti, verso le sfumature della sera. Warren alle tastiere, Jim gira intorno al kit in cerca di un posto dove sedersi, e Mick regala delicati loop di chitarra, facendo risuonare le colonne di pianoforte e synth che si innalzano solennemente verso il cielo, lontano dal frastuono degli uomini, puntando verso l'immortale. I Dirty Three si sono formati a Melbourne nel 1992 e nel giro di un paio di anni sono usciti dall’Australia e diventati globali, nei dieci anni successivi hanno fatto tour in tutto il pianeta, inciso sette album e si sono separati per unirsi in altre collaborazioni con una miriade di stimati artisti (Nick Cave, Cat Power, Bonnie “Prince” Billy, PJ Harvey, Nina Nastasia). Negli ultimi 20 anni, si sono riuniti alcune volte per rinnovare i voti, riaccendere i motori, suonare a qualche concerto o realizzare un album. Questa band è nata per invecchiare così com’è oggi. Il tempo non conta. Ogni volta fanno cantare la saggezza accumulata come qualcosa di nuovo e si rinnovano.
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mui zyu – ‘please be ok’
Il secondo album di Eva Liu, ovvero mui zyu, artista britannica nata ad Hong Kong, Cina, è uno dei più fulgidi esempi di indie-pop alternativo contemporanei influenzato da elettronica e avanguardia, condito da una produzione unica e da un suono avveniristico. L’esordio con “Rotten Bun for an Eggless Century” uscito l'anno scorso è arrivato come un fulmine a ciel sereno per la scena indipendente inglese e americana, con la sua carica vicina alla magia cantautorale e produttiva di Mitski e alle regole dettate dai grandi nomi del nuovo movimento pop alternativo. ”Nothing or something to die for” è un portale per il mondo di mui zyu, per dare un occhio a cosa succede nella dimensione parallela di questa incredibile e giovane artista. L'album di debutto l'ha vista esplorare la sua eredità culturale, mentre si tuffava verso l'interno per trovare accettazione e guarigione, ora, invece di cercare risposte dall’interno, Liu alza la testa per guardare il mondo che la circonda. Mentre tenta di comprendere la complessità e il significato dell'esistenza umana, osserva l'apatia accanto al caos travolgente; i progressi tecnologici legati alla mancanza di legami significativi e le frustrazioni nel sostenere gli standard stabiliti da altri. Il nuovo capitolo della giovane carriera di mui zyu è un passo nell’io più intimo dell'artista capace di costruire trame uniche, incantevoli pattern di produzione, beat dinamici e pura magia con il suo stile chitarristico anticonvenzionale. L’ album è pieno di splendide idee e ballate dal sapore apocalittico perfette per l’incerto presente che stiamo vivendo.
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JOHN MIRTLE – ‘How Do You Break a Heart?’
Ritornando con il suo primo nuovo materiale in 3 anni, il cantautore John Myrtle, nato a Birmingham e residente a Londra, condivide il nuovo singolo "How Do You Break a Heart?" in vista delle date del tour nel Regno Unito come supporto ai Cut Worms alla fine di questo mese. Sostenendo il suo stile distintivo fatto di melodie accese e trame folk che fanno riferimento al pop degli anni '60 - come si sente nell'album rivoluzionario del 2021 “Myrtle Soup”, in questo nuovo singolo ci rappresenta una sorta di aggiornamento sonoro. Dopo aver registrato tutto il suo materiale da solista su nastro nella sua camera da letto, Myrtle è stato invitato personalmente dall'acclamato produttore ed ex membro dei Foxygen Jonathan Rado (The Lemon Twigs, Weyes Blood, Father John Misty, Matt Maltese) a registrare dopo aver ascoltato la sua musica per il prima volta. Rafforzato anche da un mix di Balász Altsach (Ugly, Legss), il risultato è un piccolo gioiello di 2 minuti di gioia istintiva e nostalgica che rappresenta lo sforzo più compiuto di Myrtle fino ad oggi. Offrendo ulteriori approfondimenti sulla traccia, il cantautore afferma: ”La canzone è stata praticamente concepita in studio. Avevo questi accordi che suonavano come Burt Bacharach o qualcosa del genere e l'abbiamo preso da lì! Dopo aver messo giù tutta la strumentazione, ricordo di aver improvvisato le parole sul posto, cosa che non avevo mai fatto prima, e di aver cercato di trattare la performance della voce come se fossi un attore sul palco - qualcuno che grida aiuto. "
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CLAIRO – ‘Sexi To Someone’
A tre anni dal suo ultimo disco, la stella dell'indie-pop americano Clairo è tornata: il suo terzo album, intitolato ”Charm”, uscirà il 12 luglio. Co-prodotto da Clairo e Leon Michels (dei Dap-Kings e degli El Michels Affair), ed è un'insieme di tutto ciò che l'ha resa una delle artiste più celebrate degli ultimi cinque anni. Evocando le miti serate estive e i tête-à-tête in lussuose sale, “Charm” è una raccolta di calde melodie ispirate agli anni '70 che si muovono con disinvoltura tra jazz, folk psichedelico e soul, un'estroversa ripresa dell'amato album “Sling” del 2021.. Il produttore Michels, un rinomato revivalista del soul che vanta collaborazioni con la leggenda del funk Sharon Jones e con i Black Keys, è stato arruolato per guidare il processo di registrazione tutto rigorosamente analogico, l’album è stato registrato in presa diretta tra lo studio Diamond Mine Recording, con sede nel Queens, e gli Allaire Studios, incastonati tra le montagne di Woodstock, NY. Clairo, affascinata dalla grandezza e dalla raffinatezza dei dischi classici di Henry Nilsson e Blossom Dearie, ha adottato le loro tecniche di registrazione del XX secolo, nella speranza di contrastare l'idea della loro obsolescenza nell'era digitale. L'artista ripropone i suoni strumentali dal vivo già utilizzati nel 2021, ma con un ensemble ancora più potente di corni, fiati e sintetizzatori vintage, infondendo alle canzoni una base ritmica che ricorda il suo disco di debutto “Immunity”. Delicato e morbido al tempo stesso, ma sempre ricco di melodie sorprendenti e dei testi confessionali, “Charm” è un gradito ritorno di una cantautrice magistrale al suo meglio e conferma ciò che ha fatto guadagnare a Clairo legioni di fan devoti in tutto il mondo a nuove eleganti vette.
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